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Archivio Agosto 2004

Unanime il cordoglio

by blogghino (30/08/2004 - 17:04)

Ermete Dossi dice che quando aveva dieci anni era in grado di scambiare di posto i due testicoli, facendo scivolare il destro al posto del sinistro e viceversa, semplicemente chiudendo il palmo della mano destra sullo scroto e poi facendo ruotare tra le dita le due gonadi, a guisa di giocoliere. Dice che la prima volta che lo fece provò una fitta lancinante, ma poi le volte successive tutto filò liscio e ha finito per fare questo giochetto tante di quelle volte che adesso non sa più quale sia il testicolo destro e quale il sinistro, ma tanto che differenza fa?

 

Questo mi ricorda che a dieci anni io ed Ermete giocavamo a scambiarci gli apparecchi per i denti. Il mio finiva nella sua bocca e il suo finiva nella mia e poteva restarci anche una settimana intera prima che glielo restituissi, e i miei genitori non se ne accorgevano. Neanche i suoi. Il risultato alla fine è stato che probabilmente adesso il mio sorriso è quello che avrebbe dovuto avere Ermete se avesse tenuto in bocca regolarmente il suo apparecchio, e viceversa. L’apparecchio di Ermete aveva un sapore strano, anzi estraneo,, soltanto parecchi anni dopo ho riflettuto sul fatto che Ermete si toglieva l’apparecchio dei denti e me lo passava con la stessa mano destra con la quale faceva il giochetto dello scambio dei coglioni, ed ecco risolto il mistero di quello strano sapore.

Io personalmente non so se davvero scambiasse il testicolo destro con il sinistro, o se il suo fosse un bluff,, tipo il gioco delle tre carte, dove tu credi che la carta abbia cambiato posizione e invece è rimasta dov’è. Ricordo solo che Ermete metteva la mano sullo scroto, ma poi quello che succedesse sotto la mano non è dato sapere.

Secondo me comunque era vero.

Se era vero, quanto meno significa che i testicoli in realtà non sono poi così tanto collegati, in realtà sono piuttosto indipendenti ed autonomi. Chissà se sanno l’uno dell’esistenza dell’altro. È per questo poi che non credo fra l’altro al cordoglio unanime, tutti si dicono unanimi nel cordoglio ma in realtà è un bluff, ognuno vive un cordoglio autonomo e forse è pure giusto così, quante chiacchiere.

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sensazionale trovata clebbino

by blogghino (29/08/2004 - 11:35)

Carattere stilizzato del nuovo dentifricio Clebbino Gustominchia

 

 

 

 

 

 

 

Un dentifricio Gustominchia per gli aficionados della Clebbino Corporation. Perchè lavarsi i denti alle 8 per poi attendere ansiosi le 10, ben sapendo che a quell'ora la vostra bocca diverrà un ricettacolo di germi e batteri e quindi, puzzolente come le fogne di Bari il 15 agosto? Giocate d'anticipo sul futuro con il Dentifricio Clebbino Gustominchia, e sarete liberi come prima non eravate.

Alle obiezioni fatte contro il nuovo prodotto, l'ideatore Rag. White risponde tramite la solita intervista del nostro indefesso Incaricato :

Incaricato : Buongiorno, Rag. White.

Rag. White : Buongiorno, Incaricato.

Inc. : Ma non era Ing. ?

RaW : Hanno scoperto la mia truffa. Si attenga alle domande previste, prego.

Inc. : Lei ha inventato un nuovo dentifricio dal gusto sconvolgente! Come risponde alle accuse contro il Gustominchia Clebbino, Rag. White?

RaW : In primis, molte assaggiatrici hanno obiettato dicendo che "il gusto dipende dalla minchia". Dato che ho usato i miei geni per dare vita al nuovo prodotto, vi assicuro che non è così. Dopo 8 giorni senza una doccia, indossando lo stesso paio di mutande, e percorrendo 4 miglia al giorno di corsa, sfido chiunque a dimostrare che una qualsivoglia minchia non presenti le stesse caratteristiche della mia.

Inc. : Quindi lei, Rag. White, si è sottoposto a tutto questo per amore della Clebbino? Ore e ore di corsa, una rinuncia quasi totale all'igiene personale, fatica, sudore, stress...

RaW : In verità ho condotto la vita di sempre. In secondo luogo, altri hanno asserito che ci stiamo tirando da soli la zappa sui piedi, in quanto questo prodotto farà concorrenza alla Pasta Tergisperma Clebbino. Ovviamente si sbagliano, come ho evidenziato nel report aziendale di agosto.

Inc. : Quello con i macachi in copertina?

RaW : No, quello con i gibboni. Lo legga, lo legga.

Inc. : La comunità omosessuale ha gridato allo scandalo vedendo che sul cartellone di Main Street ad Abbiategrasso c'era scritto "Dentifricio Gustominchia Clebbino : solo per vere donne". Come pensa di risolvere questa piccola gaffe?

RaW : Per loro stiamo realizzando il Dentifricio Gustomerda Clebbino. Le ho fatto mettere due confezioni test sulla scrivania, a proposito.

Inc. : Oh, grazie amore.

E' un'idea Clebbino Corporation.

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by blogghino (26/08/2004 - 11:54)

 

SUPERMERCATO ESSELUNGA

Il tempio della convenienza

A 5 MIN.

Una volta nei cartelli anche pubblicitari era indicata la meta e la distanza spaziale dalla meta. Adesso no, adesso è indicato il tempo impiegato a coprire quella distanza. Che poi non capisco come si fa a dire che da qui all’Esselunga sono 5 minuti di strada. Dipenderà dal traffico, dal mezzo impiegato, da una serie di variabili insomma, a meno che in virtù di una qualche legge fisica a me sconosciuta sia che io vada a piedi che in Porsche (io non ho una Porsche, è solo a scopo esemplificativo e naturalmente questa non è pubblicità occulta) io ci impieghi comunque 5 minuti.

Anche sulla vetrina di RapidoPizza si può leggere “Pizza consegnata a domicilio in 10 minuti”, il che naturalmente non è vero, e se ve lo dice Jimmy Bandini che si occupa della consegna a domicilio della pizza, potete crederci. Se devo consegnare la pizza in via Piave, che è dietro l’angolo, ci metto 2 minuti 35 secondi in caso di semaforo verde, venti-cinquanta secondi in più se è rosso. Se devo consegnare la pizza in via XXV Aprile, che è dall’altra parte della città, ci metto almeno venti minuti, e questo passando col rosso almeno cinque volte. In ogni caso non ci metto certo 10 minuti, a meno che il sig. Cecioni (titolare di RapidoPizza) non abbia fatto il calcolo della media statistica dei tempi di percorrenza, ma credo che sia un calcolo troppo complicato per uno che ha fatto solo le elementari e in quinta elementare è pure stato bocciato (me l’ha detto la signora Cecioni).

Quello che comunque volevo dire era un concetto. Il concetto è questo: lo Spazio sta perdendo terreno nei confronti del Tempo. Il Tempo è più prezioso dello Spazio. Quanto dura un film. Da quant’è che state insieme. Ad esempio Michele Lacazza, il pizzaiolo, una volta si vantava sempre di averci l’uccello lungo 18 cm, adesso invece si vanta di avere rapporti sessuali di 1h e mezzo.

Lo spazio non conta più perché le distanze non sono più un problema, puoi prendere l’aereo e arrivare dovunque. Seimila chilometri o sei metri, che differenza fa. La pubblicità dei treni ti dice che in tre ore arrivi da Roma a Milano. È una bugia, ma comunque. Penso che sia anche colpa di Internet che lo spazio è scomparso. Su Internet lo spazio non esiste. Esiste solo il tempo di caricamento di una pagina. Più sei ricco e più conta il tempo, perché il tempo è denaro. Più sei povero e più è un fatto di spazio, perché l’affitto lo paghi in base ai metri quadri.

Armenia però una volta mi ha detto che non esistono lo spazio e il tempo separati, esiste una cosa che si chiama Spaziotempo. È una scoperta di Einstein, quel signore che in una foto sembra un barbone che fa la linguaccia, se lo incontravi alla stazione gli davi 50 centesimi, invece lo hanno incontrato nei laboratori di fisica e gli hanno dato il premio nobel. Quindi quando adesso leggo le insegne di Esselunga che mi dicono che l’Esselunga è lontano cinque minuti io rido, perché io so che esiste lo Spaziotempo e a me non mi fregano. Haa!

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Da lontano

by blogghino (24/08/2004 - 18:11)

Cartolina di Armenia da Praga (data sul timbro: 20 agosto): “Saluti da Praga. Continua a lavarti, anche se non mi faccio più viva. Potrei farmi viva in qualsiasi momento”.

 

Cartolina di Bilal Fefeni dall’India (data sul timbro:14 agosto): “Saluti da India. Qua tutto odora di incenso. No come tue ascelle, che odora di vacca morta. Al ritorno spero di portare mio figlio”.

 

Cartolina di Michele Lacazza da Ibiza (data sul timbro: 22 agosto): “No, Bandini, Ibiza non è la macchina, hahaha. Non sai che ti perdi. Mi sa che mi stabilisco qua e apro una pizzeria tutta mia, la chiamerò PizzaIbizza hahaha. W la figa”.

 

Vado a lavarmi le ascelle con Sapone Clebbino Ph superiore, sull’etichetta c’è scritto “dermatologicamente testato” e “tenere lontano dalla portata dei bambini”.

 

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Ascensione, specificazione, compulsione

by blogghino (23/08/2004 - 13:00)

Entro nell’ascensore, mi giro verso l’uscita.

Quando le porte stanno per richiudersi, una mano di donna blocca la chiusura. Capisco che è una mano di donna dallo smalto alle unghie delle dita. Le porte si riaprono ed entra una donna che non avevo mai visto. Entra anche il suo profumo dolciastro, entra anche la sua aura, entra anche il suo ego, il suo vissuto, anche se io non posso esattamente vedere tutte queste cose; e tuttavia siamo lo stesso in troppi dentro a questo ascensore, per cui comincio a sudare. Così siamo io, la donna, lo smalto nelle unghie della donna, il suo profumo dolciastro, la sua aura, il suo ego, il suo vissuto, il mio sudore.

- A che piano signora?

- Quarto piano, grazie. Io abito al quarto piano.

- Perché me lo specifica?

- Che cosa?

- Perché mi specifica che ci abita? Non sono mica tenuto a sapere perché lei sta andando al quarto piano, sono affari suoi. Tra l’altro anche io vado al quarto piano.

- E anche lei ci abita.

- Ah, ma allora il suo è un vizio signora! Lei può dire quello che vuole della sua vita o tacerlo, e se vuole specificare che va al quarto piano perché ci abita sono affari suoi, ma io a lei non glielo dico se al quarto piano ci vado perché ci abito o perché vado a trovare la signora Assunta o perché mi piace girare in ascensore.

- Ma io non gliel’ho mica chiesto, se ci abita. Io lo so che ci abita. La mia era un’affermazione. Eccoci al piano, mi fa uscire?

- Un momento, come sarebbe. Come fa a sapere che ci abito?

- Io so che lei abita al mio stesso piano, e anche lei dovrebbe sapere lo stesso di me. Invece non si ricorda proprio niente, lei.

- In effetti è strano che abitiamo allo stesso piano e non ci siamo mai incontrati prima, ma...

- E INVECE CI SIAMO INCONTRATI UN SACCO DI ALTRE VOLTE, PROPRIO SU QUESTO ASCENSORE.

- Ah sì eh? E allora che bisogno aveva di indicarmi il piano, e di specificarmi che lei ci abita a quel piano, se ci siamo incontrati un sacco di altre volte?

- LASCIAMO PERDERE, MI FA PASSARE PER FAVORE?

- NONONO, ADESSO LEI MI SPIEGA A CHE GIOCO GIOCA, E POI PERCHE’ SI E’ MESSA A URLARE?

- MA PERCHE’ LEI SI OSTINA A... ohohoh, arriva qualcuno.

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Tundrificazione

by blogghino (12/08/2004 - 16:51)

Mi ha telefonato il mio amico Ermete Dossi, dice che a casa sua è arrivata l’invasione, dice di andare a vedere. Sono andato a vedere. Attraversando la città deserta mi aspettavo le Cavallette, le Api, le Formiche, i Gatti Randagi, gli Alieni, invece no. Muschi e licheni. Formazioni muschiose e licheniche dappertutto, agli angoli delle pareti, vicino alle tubature in bagno e in cucina, in corrispondenza degli infissi, qua e là tra le piastrelle, dentro alcuni cassetti, persino sul fondo di alcune tazze. “Hai provato con l’acido muriatico”, gli ho chiesto. “Ma sei pazzo”, mi ha risposto. “Stiamo assistendo alla tundrificazione”, ha aggiunto. E dunque è così, il pianeta è stretto in una morsa, da una parte il deserto che avanza, dall’altra la tundra. Presto le fasce temperate del pianeta, quelle incluse tra i tropici e i circoli polari, scompariranno. “Questo succederà molto ancora prima che noi arriviamo a percepire una pensione”, ha concluso Ermete. Poi ha sbadigliato. Allora ho sbadigliato pure io.

Intanto in città le solite cose: branchi di rottweiler randagi che stuprano e uccidono anziani abbandonati, messe nere con sacrifici umani celebrate nel parco cittadino, bottigliette d’acqua da mezzo litro a 1 euro e 50, cadaveri di tossici trovati sul fondo prosciugato del canale, Teo Mammuccari in televisione, chiazze di vomito sulle poltroncine dell’autobus, giovani quindicenni che passeggiano in centro indossando t-shirt con su scritto IL PROSSIMO SEI TU. Mangio graffette metalliche canticchiando la melodia di una canzone che non è mai esistita, e che fa così:
nanananà na ri ra na
tuci tuci tuci pan
no grazie
no prego
si figuri
vaffanculo
nanananà na ri ra na
tucitupi tucitù

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Per di qua

by blogghino (05/08/2004 - 16:27)

È bello che lo spazio tra una mattonella e l’altra si chiami “fuga”. Ecco perché mi piacciono le mattonelle, perché hanno una via di fuga. L’umanità ha pensato bene di munire esseri inanimati come le mattonelle di opportune vie di fuga, purtuttavia dimenticandosi spesso di munire se stessa di altrettanto vieppiù opportune vie di fuga. Invece di costruire navicelle atte al trasporto della popolazione umana nello spazio, il giorno che il nostro pianeta starà per esplodere per via dell’inquinamento, dell’effetto serra, dei gas tossici, dello scioglimento dei ghiacciai, del buco nell’ozono (e non buco dell’ozono: il buco di una cosa è di solito un buco che è preesistente, tipo il buco del culo, il buco in una cosa è un buco che viene fatto successivamente, tipo se non te ne vai ti sparo e ti faccio un bel buco in fronte, mi sembra chiaro), delle epidemie, dei maremoti, dei terremoti, delle eruzioni vulcaniche, delle eruzioni cutanee, dei brufoli, delle zanzare tigre, della rivolta delle mucche pazze, della rivolta dei polli in batteria, dell’alitosi, dell’invecchiamento precoce della pelle, del calcare nelle serpentine delle lavastoviglie, della diossina nel latte, del mercurio nei pesci, del piombo nei piombini, delle onde elettromagnetiche, delle autocombustioni, invece di costruire navicelle che possano costituire una via di fuga da tutto questo, ci limitiamo a costruire vie di fuga per le mattonelle, utilizzabili al massimo dalle formiche e dalle blatte (cui comunque una tragedia nucleare non torcerebbe un capello), o al massimo uscite di sicurezza da locali quali cinema, discoteche (quelle di solito non funzionano e sono usate soltanto dai buttafuori per buttare fuori personaggi ritenuti a vario titolo non graditi all’interno del locale), ristoranti (che possono essere utilizzate per scappare senza pagare il conto nel caso non raro in cui il conto risulti come una palese presa per il culo), musei (deserti), biblioteche (deserte), centri commerciali (gremiti).

 

Quando il pianeta andrà in frantumi saranno le formiche a nutrire i nostri corpi sotto le macerie, portando alle nostre bocche maciullate briciole di cibo attraverso i corridoi umanitari e i cordoni sanitari garantiti dalle fughe tra le mattonelle, tanto giudiziosamente realizzate dal genere umano, sempreché esisteranno ancora mattonelle dopo l’esplosione.

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Cronache marziane

by blogghino (03/08/2004 - 16:11)

Dammi una Special, l'estate che avanza

dammi una vespa e ti porto in vacanza

("Vespa Special", Lunapop)

 

 

L’estate avanza, la città si desertifica. Anche l’uomo che ricarica il distributore automatico di bibite e snack al Reparto Entropia è in vacanza e il distributore è rimasto quasi vuoto. Restano soltanto i Clebbalecca al gusto di Orrore e quattro pacchetti di crackers Doria polverizzati.

Quasi tutti i supermercati in città sono chiusi. Siccome girare la città alla ricerca di un supermercato aperto è snervante nonostante io assuma ormai giornalmente due pasticche Noncipensare Clebbino, ogni volta che incrocio un anziano che torna a casa con la borsa della spesa lo scippo. Attività che non sono l’unico a svolgere, anche se personalmente sono stanco di cucinarmi minestrine e patate lesse. In alcuni quartieri della città la gente entra direttamente nelle case degli anziani, spacciandosi per tecnici del gas, e razziando le dispense. Fioccano le telefonate di protesta degli anziani al 112, al 113 e al Comune, ma il 112, il 113 e il Comune sono chiusi per ferie fino al 23 agosto.

Tutti gli esercizi commerciali del centro sono chiusi, anche se prima di andare in ferie tutti contemporaneamente, i commercianti hanno rilasciato un comunicato unitario in cui protestano per i mancati guadagni durante il periodo di ferie.

 

Visto che i dipendenti degli altri reparti sono quasi tutti in ferie, per noi del Reparto Entropia il lavoro è soltanto raddoppiato: infatti siamo tenuti a fare una parte del loro lavoro, e poi a distruggerlo.

Stanotte, durante una pausa caffè, mi sono affacciato dall’Attico Presidenziale. Giù in strada ho visto un ragazzo che stava dipingendo delle strisce pedonali sulla strada.

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Risacca

by blogghino (02/08/2004 - 14:51)

Non c’è niente che mi rinfranca come il clangore dei Pensieri Pinza in azione, mentre faccio la Raccolta differenziata tibetana dei pensieri. Efficienza sovietica di invisibili ingranaggi all’opera.

Dopo la Raccolta differenziata tibetana dei pensieri, la mente è come la sala d’attesa del tuo medico, un attimo prima che arrivi gente. Il presente ha la stessa forza e vividezza di un maldidenti. Non puoi più ignorarlo. Ma ecco, ecco il ronzio di nuovi insulsi pensieri in arrivo, pronti a intasare la cloaca che è la tua mente. Perché quando entri in un bagno pulito, è difficile resistere alla tentazione teppista di fare la pipì fuori dalla tazza. L’istintivo desiderio di segnare il territorio. È così che lavora il pensiero bastardo, entra nella tua mente e inzacchera tutto.

Certe volte però non ho la forza di fare la R.D.T.P., e allora infilo i pollici nelle orecchie, poggio gli indici sulle palpebre abbassate, mi chiudo le narici con i medi e a bocca chiusa ascolto la risacca dei pensieri,, e piango un po’,,, perché mi ricorda qualcosa, non so cosa.

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