che tempo, fà
sogno le seguenti cose :
- prodi, d'alema e fassino che ballano hip hop scambiandosi il 5
- gino strada in un film porno al fianco di rocco, con rocco invidioso
- una qualsiasi mignotta televisiva che sostiene 3 minuti di conversazione con la montalcini
- caressa a capo della nato, così ogni volta che manda un esercito da qualche parte gli prepara un discorsetto motivante ad hoc (tipo "oggi siamo esploratori di un continente ignoto, l'afghanistan")
- giovanni lindo che ritrova la ragione e pratica il seppuku
- freak antoni come maitre del mio ristorante preferito, con scene alla blues brothers
ai ev e drìm. end iù?
by White
Fai la stella marina
Domenica sono andato a trovare il mio amico Ermete Dossi nella Zona Deumanizzata.
L’ho trovato nel cortile di un vecchio condominio, steso sul terreno coperto di licheni. Era supino e faceva la stella marina. Gli ho detto ciao Ermete; lui mi ha detto oh, ciao... e poi si vedeva che non gli veniva il mio nome. Sono Massimo Bandini, gli ho detto; giusto, ha detto lui. Poi mi ha chiesto come mai ero lì, allora io ho scrollato le spalle e ho detto: boh, è domenica.
Mi sono seduto sui licheni incrociando le gambe. Ermete, continuando a fare la stella marina e fissando il cielo, mi ha chiesto se avevo una sigaretta.
- Perché, adesso fumi?
- Che c’entra?
- Come che c’entra? Ah non c’entra?
- No che non c’entra.
- Non ce l’ho.
- Bene.
- Come sarebbe che non c’entra?
- Chiedimi se ho qualcosa.
- Che cosa.
- Chiedimi se ho qualcosa, una cosa qualunque.
- Ok. Hai un cappello?
- Perché, adesso ti fai le ombre?
- Cosa?
- Chiedimene un’altra.
- Hai uno stuzzicadenti?
- Perché, adesso collezioni modellini lignei?
- Ma che... hai un armadillo?
- Un?
- Armadillo. Hai un armadillo?
- Perché... perché, adesso....
- Lascia stare, coglione.
- Richiedimelo.
- Hai un armadillo?
- HO UN’ARMA!
- Non ti ho chiesto se hai un’arma.
- L’ho detto.
- Che cosa, Gesù?
- Mi hai chiesto: hai un’arma, dillo! E io l’ho detto.
- Chi cazzo me l’ha fatto fare di venire qua.
- E’ domenica, no? Stenditi, fai anche tu la stella marina.
Sì, era domenica. Perciò mi sono steso e ho fatto anche io la stella marina.
Ascensione, insinuazione, inconclusione
Entro nell’ascensore, mi giro verso l’uscita.
Le porte stanno per chiudersi quando una donna che non ho mai visto prima si infila nel cubicolo, facendole riaprire. Aspettiamo che si richiudano, e questo avviene dopo qualche secondo.
- A che piano, signora?
- Quarto, grazie.
- Prego. Tra l’altro, è lo stesso piano dove vado io.
- Abitiamo allo stesso piano.
- Anche lei abita al quarto? Che strano, abitiamo allo stesso piano ma non ci siamo mai visti prima.
- È quello che dice sempre, da una vita.
- Che cos’è che dico?
- Ci siamo incontrati decine di volte in ascensore, e lei ogni volta fa finta che sia la prima volta.
- Ehi, un momento, magari è lei che finge.
- Cosa dovrei fingere io?
- Che non è la prima volta che ci incontriamo, quando invece lo è.
- E per quale motivo dovrei fare una cosa simile, scusi.
- Che ne so. Me lo dica lei.
- Siamo al piano. Mi fa uscire? Permesso, permesso.
- Cosa fa, non ribatte?
- Che cosa dovrei ribattere?
- Ma non so, per esempio che sono un bugiardo e che faccio finta di abitare al quarto piano, quando invece abito al terzo, ed è tutta una messinscena la mia.
- Ma non è una messinscena, santiddio. Lei abita veramente al quarto piano!
- Ah, cosa fa adesso? Quando le fa comodo mi dà ragione?
- Permesso, permesso.
*La foto è di Aidoru
Pulirsi i denti nel tempo di un rosso
Al semaforo vicino casa mia c’è un tizio extracomunitario (credo sia americano, degli Stati Uniti) che come servizio non offre i servizi offerti dagli altri liberi professionisti che lavorano ai semafori, tipo i lavavetri o i distributori di free press. No, questo tizio passa di macchina in macchina brandendo in mano una confezione di filo interdentale e offrendo una pulizia interdentale. D’altra parte gli americani sono all’avanguardia per quanto concerne i sorrisi bianchissimi e impeccabili. Stamattina avevo un’importante riunione nella Sala Incubatrice ed era importante che ci andassi con la bocca a posto, così visto che il semaforo era rosso ho deciso di farmi fare la pulizia interdentale dall’extracomunitario. Ho abbassato il finestrino e gli ho fatto cenno di avvicinarsi, poi ho aperto la mia bocca facendo AAAAA e ho indicato i miei denti. L’uomo ha sfilato rapidamente un metro e mezzo di filo interdentale dal suo erogatore di filo interdentale e si è messo subito al lavoro sul mio cavo orale. Devo dire che ha fatto un ottimo lavoro con l’arcata inferiore, mentre con quella superiore è stato un po’ sbrigativo (il semaforo del resto era già diventato verde) e mi ha fatto sanguinare un po’ le gengive. A lavoro finito ho sputato sull’asfalto e ho tirato fuori dalla tasta 50 centesimi e li ho dati all’extracomunitario.
Personalmente trovo che aprire dei beauty center ai semofari cittadini sia il business del futuro.




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